Unica più di prima.

Lavoro e Sviluppo Economico

Questione occupazionale, investimenti, impresa, PIVA

Costruiamo una Milano che sappia rilanciarsi ed essere ancora la meta di opportunità e di crescita. Una città capace di attrarre capitali e competenze, mettendo al centro ogni lavoratrice e lavoratore. Una città che con le sue scuole e le sue università sappia valorizzare e formare il futuro delle nuove generazioni.
Le nostre idee.

Lavoro e sviluppo economico

Proseguendo con le politiche e le azioni messe in campo in questi anni, Milano, anche grazie ai fondi del Recovery, deve puntare a diventare la prima città a chiudere un “patto territoriale” con il governo sulle cosiddette politiche attive e sulla formazione.

Un patto per far ripartire il lavoro la cui parola d’ordine è formazione. 

Con un’attenzione al mercato del lavoro, che deve essere ripensato e rinnovato, per preparare la città a una transizione di competenze, attivando su larga scala un processo di accompagnamento verso nuove professioni.

In questi anni l’impegno del Comune di Milano si è focalizzato nel rendere più efficaci le politiche attive del lavoro e contrastare la disoccupazione giovanile, puntando sulle competenze che caratterizzano il mercato dei prossimi 20 anni. Sono stati strutturati una serie di interventi concreti e integrati attraverso gli sportelli lavoro e grazie al dialogo con gli stakeholder pubblici e privati: azioni a sostegno dei giovani in cerca di lavoro, iniziative per la ricollocazione di disoccupati e inoccupati anche attraverso esperienze di spin off costruzione di percorsi di reinserimento sociale e lavorativo di soggetti svantaggiati (ad es. detenuti, donne maltrattate). Interventi strettamente connessi e interrelati con la filiera della formazione, i centri di Formazione garantiscono un’offerta didattica aggiornata, innovativa e inclusiva, per favorire la crescita professionale, per stimolare l’autoimprenditorialità e le competenze digitali. Il Comune ha inoltre promosso programmi per diffondere la conoscenza di nuove forme e spazi di lavoro, della cultura delle tutele e della conciliazione vita-lavoro.* fonte: Assessorato Economia Urbana e Lavoro – Comune di Milano

Durante l’emergenza pandemica l’azione si è concentrata particolarmente nel definire un piano di intervento in collaborazione con le parti sociali e con i servizi nazionali e regionali e avviare un piano di reinserimento lavorativo. È stato consolidato lo smart working/lavoro agile quale sistema ordinario della prestazione lavorativa, assicurando un’equilibrata alternanza del personale e facilitando le politiche di conciliazione tra vita e lavoro. 

Particolare attenzione al monitoraggio in accordo con le parti sociali del rientro al lavoro delle donne, al fine di evitare e contrastare, anche con misure specifiche, la perdita di occupazione femminile nella fase post lockdown.

Le nostre idee.
  • Il Comune diventi garante di veri e propri “prestiti per il fare” per giovani che vogliano fare impresa. Stessa cosa per le piccole e medie imprese che per restare competitive devono rivedere i loro processi, innovare, ammodernarsi. A condizione che rispettino, nel farlo, standard lavorativi improntati al pieno rispetto delle normative vigenti e standard retributivi che tengano conto del costo della vita in una città come Milano.
  • Il Comune offra agevolazioni per il fare, tramite il rinnovo della gratuità dei dehors, spazi gratuiti in fiere ed eventi organizzati e promossi dal Comune, a piccole e medie imprese che si impegnino attivamente nello stabilizzare i precari e che rispettino standard lavorativi improntati al pieno rispetto delle normative vigenti e standard retributivi che tengano conto del costo della vita in una città come Milano.
  • Il Comune continui a impegnarsi a realizzare spazi diffusi di lavoro nella città, ove siano presenti anche servizi di formazione, di supporto alla gestione e di orientamento burocratico offrendoli ai giovani che vogliano fare impresa, alle piccole e medie imprese che vogliano permettere ai propri dipendenti una migliore alternanza tra telelavoro e lavoro in ufficio, alle piccole e medie imprese che hanno patito una particolare sofferenza nel corso del biennio 2020-21, a condizione che rispettino standard lavorativi improntati al pieno rispetto delle normative vigenti e standard retributivi che tengano conto del costo della vita in una città come Milano.

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