Per le donne, più di prima.

Il contributo delle Donne Democratiche

quilibrio di rappresentanza, mainstreaming di genere, valutazione dell’impatto di genere, riequilibrio, educazione, lavoro, formazione, servizi di assistenza e di welfare, potenziamento dell’attività di presidio territoriale e sociale

Le nostre idee.

Cosa abbiamo fatto

Il tema della parità di genere e della sua valorizzazione è il più importante bacino per la crescita economica della società.

Prima della pandemia Covid-19, Milano era un contesto generalmente più favorevole per le donne rispetto alla media nazionale, ma i dati ci mostrano come anche qui siano state le donne a pagare il prezzo più alto della crisi.  Questo si inserisce in una situazione già difficile per le donne italiane: il Gender Gap Index 2021 del World Economic Forum pone l’Italia agli ultimi posti in Europa occidentale per quanto riguarda soprattutto due dei quattro indicatori misurati, la partecipazione politica (quartultima) e la partecipazione economica, dove è al 114mo posto su 156 nazioni e ultima in Europa occidentale.

La lotta contro la diseguaglianza di genere deve essere al centro delle politiche, da quelle nazionali a quelle locali: deve attraversare tutti  gli ambiti e gli assi di intervento, sostenuta dal pensiero, dal protagonismo, dalla presenza delle donne in tutti i luoghi decisionali.

È fondamentale che le politiche del Comune di Milano continuino sulla strada già intrapresa in questi anni, quella di una forte tensione verso la parità di genere, in particolare verso il riequilibrio del gender gap nel mondo del lavoro, dell’ancora troppo alto salary gap e verso il superamento degli stereotipi culturali. È inoltre necessario potenziare ancora di più le politiche per la genitorialità che superino il solo concetto di maternità e siano orientate ad una vera condivisione dei ruoli madre-padre, con l’aumento degli  investimenti nelle infrastrutture di cura, per  liberare il tempo delle donne (e degli uomini che condividono la cura),  creare occupazione femminile e migliorare il benessere di chi viene curato: asili nido, servizi per l’infanzia, pre e post scuola, servizi di assistenza domiciliare per le persone con disabilità grave e per gli anziani non autosufficienti. 

In questi anni il Comune di Milano, grazie al lavoro della delegata del Sindaco per le pari opportunità e ad un impegno trasversale e interassessoriale, si è per la prima volta dotato di un Bilancio di Genere e impegnato in politiche dedicate al mondo femminile, quali l’apertura dei  Centri Milano Donna nei Municipi, presidio territoriale che nasce per arricchire l’offerta di servizi di supporto all’empowerment femminile.  L’Amministrazione ha operato per allargare la politica di supporto alle donne vittime di violenza di genere e l’attività di prevenzione e di sensibilizzazione indirizzate alla cittadinanza. Molte anche le iniziative rivolte al mondo della scuola, sia per decostruire nocivi stereotipi di genere, sia per coinvolgere bambine e ragazze nello studio delle materie STEM.

È necessario proseguire su questa strada, rilanciando l’impegno per un forte investimento nei servizi contro la violenza alle donne e nella Rete antiviolenza, con attività di comunicazione e informazione alla cittadinanza dei servizi contro la violenza alle donne e la sistematica formazione delle professionalità del Comune più coinvolte nell’assistenza. 

Le nostre proposte

Piano strategico per la parità delle donne, con un orizzonte temporale di almeno 5 anni: tale piano deve essere trasversale a tutti gli assessorati/direzioni, collegato agli altri documenti strategici – PGT, Pums, Piani di zona , Esso dovrebbe essere articolato in ambiti di intervento, ogni ambito in obbiettivi generali a loro volta declinati in azioni, e corredato da indicatori di risultato; esso dovrebbe essere costruito con la partecipazione dell’associazionismo femminile e femminista e con processi di partecipazione simili a quelli previsti per il PGT e assunti anche dal nuovo Regolamento di partecipazione del Comune.

Creazione di  una struttura organizzativa per le politiche di uguaglianza presieduta da una figura tecnica dirigenziale di livello apicale (gender equality strategist) dotata di adeguate risorse sia economiche che umane; essa dovrebbe avere il compito di garantire l’attuazione delle strategie di uguaglianza, introducendo uno ” sguardo di genere” nelle policy comunali,  svolgendo un’azione di raccordo, e di interfaccia organizzativa, metodologica e procedurale con tutti i Settori  e con i  Municipi.

  • Potenziamento dei servizi per la salute e dei presidi territoriali con servizi di prossimità per le donne, al fine di garantire la piena applicazione delle leggi vigenti in materia di sanità pubblica, capaci di rispondere ai bisogni della salute psico-fisica delle cittadine e dei cittadini, anche con disabilità. 
  • Potenziamento dei luoghi di coworking, coerentemente con il ripensamento degli orari e della mobilità, in un’ottica flessibile e sostenibile del lavoro, per la riqualificazione di tutti i quartieri, soprattutto quelli periferici, secondo la condivisa visione della “città a 15 minuti”. 
  • Istituzione di un Osservatorio indipendente che collabori con Università e Istituti di ricerca, per la raccolta dei dati necessari a definire politiche mirate, per monitorare le azioni programmate dall’Amministrazione e per verificarne le ricadute sulla popolazione femminile, come richiesto dall’Unione Europea.
  • Distributori di assorbenti nei luoghi pubblici e stop alla tampon tax nelle farmacie comunali 
  • Corsi di formazione su comportamenti più inclusivi e non discriminatori rivolti a dipendenti comunali e polizia locale.